Lo Scanhancer 5LE: test sul campo

Lo Scanhancer 5LE, sviluppato dall'olandese Erik de Goederen, è espressamente dedicato allo scanner Dimage Scan Multi Pro, migliorandone le prestazioni. Informazioni tecniche e commerciali dettagliate sono disponibili online all'indirizzo http://www.scanhancer.com/

La genesi di questo accessorio si deve far risalire ad una generale insoddisfazione di molti utilizzatori dello scanner Multi Pro, specialmente di coloro che lavorano principalmente su pellicola negativa, che lamentavano una eccessiva tendenza dello scanner ad evidenziare la grana della pellicola. In effetti, il Multi Pro è estremamente rilevatore dei dettagli, il che può portare ad una resa spiacevole dei gradienti morbidi e della grana.

L'idea alla base dello sviluppo dello Scanhancer è stata quella di inserire un materiale diffusore fra la lampada dello scanner e l'originale trasparente da scandire, con l'intento di rendere l'illuminazione più morbida.

Sono pronto a scommettere che in molti hanno pensato ad un modo di risolvere questo problema, ma solo Erik è stato abbastanza ambizioso e paziente da credere nell'idea del diffusore, sperimentare i materiali e verificare i risultati.

Maggiori dettagli sulle prime fasi dello sviluppo si possono recuperare nell'archivio messaggi dello User Group Multi Pro su Yahoo.

Vennero realizzati diversi prototipi, e testati con l'aiuto di volontari "beta tester" dello user group, e la versione 5LE ricevette alla fine l'approvazione per la distribuzione alla comunità di utenti Multi Pro. Test di materiali diversi sono ancora in corso, e sebbene lo Scanhancer 5LE sia utilizzabile con profitto anche per il bianco / nero, Erik ne sta uviluppando una nuova versione specifica allo scopo.

Lo Scanhancer 5LE, versione 35mm fotogramma singolo

Lo Scanhancer 5LE è in pratica un foglio di materiale sintetico di aspetto opalino. E' disponibile in misure pretagliate in modo da inserirsi nei caricatori del Multi Pro, nelle seguenti misure:

 - medio formato (6x9cm)

 - 35mm fotogramma singolo

 - 35mm diapositiva intelaiata

 - 35mm 5-fotogrammi (richiede una modifica del caricatore)

Se si considera la fattura manuale, lo scanhancer è realizzato in modo eccellente e si inserisce perfettamente nei caricatori Minolta.

Lo Scanhancer al posto di combattimento sul caricatore 35mm

Tutto quel che bisogna fare per metterlo in funzione è di adagiarlo sul caricatore in corrispondenza dell'originale da scandire.

L'unica avvertenza operativa nell'uso dello scanhancer, è che comporta un certo assorbimento della luce. Occorre quindi compensare aumentando l'esposizione. Fortunatamente le ultime versioni del software Minolta permettono questa operazione, attraverso il tab "exposure".

Test - film negativo

La versione 1.0.2 (e successive) del driver Multi Pro ha rappresentato un ottimo passo avanti per quanto riguarda la resa dei gradienti e della grana (vedi il mio test qui). A parte alcuni bug e limitazioni nella gestione della gamma dinamica fornisce risultati accettabili con le pellicole negative, specialmente in rapporto a quanto offerto dalla concorrenza.

Ero perciò molto curioso di vedere se lo scanhancer potesse fare ancora meglio. L'immagine qui sotto mostra a confronto un negativo VPS scandito a 3200 dpi, caricatore con vetrino, dICE attivo, con e senza scanhancer. Nessun aumento di nitidezza artificiale. 

L'immagine parla da sola : non c'è confronto. Lo scanhancer vince a mio parere sotto ogni aspetto: grana, gradienti, dettaglio. Un risultato fantastico.

I risultati possono variare da pellicola a pellicola, ma i benefici dello scanhancer rimangono comunque, anche se più o meno evidenti. L'esempio qui sotto illustra un negativo Kodak vph-2 piuttosto sottoesposto e perciò difficile da scandire.

Le differenze qui sono più sottili, ma la scansione con scanhancer è ancora chiaramente migliore.

Lo Scanhancer e le diapositive

Gli utenti Multi Pro sono in genere soddisfatti dei risultati che si ottengono sulle diapositive, se si eccettuano alcuni problemi come la famigerata "pepper grain" delle pellicole Fuji e una certa granulosità del Kodachrome.

Ad ogni modo visto che lo scanhancer è disponibile, vediamo come si comporta con pellicole diapositive.

La foto seguente è stata realizzata su Fuji Provia 100, medio formato, e illustra l'area Rochefort / Dente del Gigante del Monte Bianco, sul confine italo-francese.

La diapositiva è stata scandita a 3200dpi, 4x multisampling, dICE attivo, caricatore con vetrino, con e senza scanhancer (vedi dettaglio qui sotto).

Di nuovo, non c'è partita e il vincitore è... lo scanhancer. Onestamente questo è più di quanto mi aspettassi da questo piccolo pezzo di plastica trasparente. La grana è quasi dissolta, ma ciò che più è sorprendente, tutti gli artefatti causati dal dICE sono scomparsi. Un risultato eccellente.

Un altro dettaglio della cresta di Rochefort sullo sfondo del cielo:

Di nuovo, tutti i bordi sono resi in modo più morbido e preciso con lo scanhancer, senza artefatti. Il dettaglio è ottimo.

I risultati ancora una volta dipendono dal tipo di pellicola usata e dai soggetti. In base ai miei test comunque l'uso dello scanhancer garantisce risultati uguali o superiori rispetto al non usarlo.

Lo Scanhancer ed il Kodachrome

I dettagli qui sotto si riferiscono ad una diapositiva Kodachrome 64 scandita a 4800dpi. Sono presentate diverse combinazioni con e senza scanhancer e dICE.

 

L'uso della funzione dICE è in genere sconsigliato sul Kodachrome. Con lo scanhancer comunque non si rilevano artefatti, così direi che vale la pena di provare ad utilizzare il dICE anche sul kodachrome.

I vantaggi dello scanhancer sono evidenti soprattutto nelle aree chiare ed uniformi dell'immagine, dove si osserva una notevole riduzione della grana e i gradienti sono più morbidi. Un risultato molto soddisfacente.

Il lato oscuro

Ma insomma, questo scanhancer ha qualche punto debole? Sfortunatamente, come qualsiasi altra cosa prodotta su questa terra, la risposta è... sì. O meglio, diciamo che questi punti deboli non sono addebitabili allo scanhancer in sè e per sè, ma al fatto che lo scanner Multi Pro non è stato progettato per funzionare assieme allo scanhancer. Penso che Erik abbia fatto quasi un miracolo ad ottenre i risultati illustrati sopra, inclusa una buona ergonomia, con uno sviluppo fatto in modo completamente indipendente da Minolta.

Problema n.1 - illuminazione poco uniforme.

Il Multi Pro ha un meccanismo di calibrazione della lampada e del CCD. E' sempre consigliabile un riscaldamento di almeno 15-20 minuti, in modo che l'illuminazione dell'originale diventi più stabile ed uniforme. Questa è una pratica utile con qualsiasi scanner.

Inserendo lo scanhancer porta inevitabilmente una nuova variabile nell'equazione (in particolare, sembra che lo scanhancer abbia un effetto di "omogeinizzazione" della luce), ma sfortunatamente il Multi Pro non può essere calibrato con lo scanhancer inserito. Questo può causare come conseguenza in alcuni casi, la presenza di larghe bande leggermente più chiare o più scure nella scansione. Al momento non c'è una soluzione definitiva al problema, anche se un buon riscaldamento in genere riduce drasticamente il problema.

Sembra inoltre che il sw Vuescan permetta con un piccolo artificio di effettuare la calibrazione con lo scanhancer inserito nel caricatore medio formato.

Problema n.2 - bande nelle ombre profonde

Come già accennato, lo scanhancer assorbe luce, e quindi è necessario compensare aumentando l'esposizione. In caso di diapositive estremamente dense, questo può spingere verso i limiti dell'inviluppo di lavoro del CCD. In questo caso si può verificare qualche roblema di "banding". La foto sotto è la scansione di una Provia 100F, formato 35mm, con alcune aree estremamente dense. Non solo sono dense ma volevo anche estrarre dettagli in quelle aree rendendole più chiare, il che ha reso le cose ancora più difficili.

Il dettaglio sotto illustra due scansioni fatte a 4800dpi, dICE attivo, 4x Multisampling, con e senza scanhancer.

La scansione con scanhancer ha meno effetto grana ma ha un po' di banding. L'esposizione era stata modificata al massimo (Master +2, RGB +2), mentre nella scansione senza scanhancer è stato sufficiente regolare il Master a +2 e RGB a 0. Siamo ai limiti della combinazione Multi Pro / Scanhancer.

Un multi-sampling 16x migliora le cose come al solito (vedi dettaglio sotto), sebbene permanga un leggero banding.

La soluzione definitiva sarebbe una lampada più potente / regolabile, ma questo è fuori questione a meno che Minolta non faccia qualche modifica allo scanner. 

Una parziale soluzione del problema, per quanto complicata, è di realizzare due scansioni della stessa foto : una per catturare le alte e medie luci (con lo scanhancer) ed una per le ombre profonde (senza scanhancer), e poi combinarle.

Devo chiarire, comunque, che questo problema si presenta solo con diapositive estremamente dense e che richiedono di essere schiarite. Sono pronto a scommettere che molti utenti non si accorgeranno nemmeno del problema.

Conclusioni

Lo Scanhancer garantisce alcuni importanti miglioramenti, che di gran lunga bilanciano le limitazioni di un progetto indipendente da Minolta. In breve, se possedete uno scanner Multi Pro, lo scanhancer è un must. Acquistatelo. Renderà un già ottimo scanner ancora migliore.

PRO

CONTRO

grana decisamente ridotta sia con negativi che con diapositive senza perdita di dettaglio

Gradienti migliori e più morbidi

Artefatti dICE eliminati

Tempi di scansione più lunghi

Richiede attenzione con il riscaldamento e la calibrazione

Banding nelle aree estremamente dense che richiedono di essere schiarite (solo diapositive)

 


Testo e Foto Copyright © 2003 Stefano Allari.

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